Al Tigem la formazione è parte integrante della ricerca. Dottorandi e postdoc crescono attraverso mentoring, programmi internazionali, corsi specialistici e opportunità europee dedicate allo studio delle malattie genetiche rare.

Costruire una carriera scientifica significa imparare a porre domande, progettare esperimenti, interpretare dati e sviluppare progressivamente autonomia e spirito critico. Nel campo delle malattie genetiche rare, formare nuove generazioni di ricercatori significa contribuire alla crescita di una comunità scientifica capace di trasformare la conoscenza in opportunità concrete per i pazienti.
Al Tigem – Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli – la formazione è parte integrante della missione dell'istituto. Dottorandi, postdoc e giovani ricercatori lavorano in un ambiente internazionale e multidisciplinare, dove l'attività di laboratorio si affianca a corsi specialistici, seminari, programmi di mentoring e opportunità di confronto con reti scientifiche europee.
«Fin dai suoi primi anni, il Tigem non è stato soltanto un istituto di ricerca, ma anche un luogo con l'obiettivo ambizioso di formare i ricercatori del futuro», spiega Valentina Bouchè dell'Ufficio Scientifico del Tigem. «Il training è sempre stato una delle anime dell'istituto: non si tratta solo di utilizzare strumenti avanzati e lavorare allo stato dell'arte della ricerca, ma anche di contribuire alla formazione della futura classe di ricercatori».
Dal dottorato alla ricerca indipendente
Per molti giovani scienziati il percorso al Tigem inizia con il dottorato di ricerca. Oltre al lavoro sperimentale, i dottorandi partecipano a corsi dedicati, periodi di formazione all'estero e attività che favoriscono lo sviluppo di autonomia e capacità critica.
Tra i principali programmi collegati all'istituto c'è la SEMM – Scuola Europea di Medicina Molecolare, attiva dal 2004 e oggi riconosciuta come dottorato di interesse nazionale.
«La SEMM coinvolge diverse università italiane e istituti di ricerca, tra cui il Tigem e Fondazione Telethon», spiega Valeria Rotoli dell'Ufficio Scientifico del Tigem. «Seguiamo i dottorandi durante tutto il percorso, dalla selezione iniziale fino al conseguimento del titolo di PhD».
Un secondo percorso è offerto dalla SSM – Scuola Superiore Meridionale, attraverso il programma internazionale GEM – Genomic and Experimental Medicine, svolto interamente in inglese. A questi si aggiunge Rarefind, programma europeo di dottorato coordinato da Fondazione Telethon e cofinanziato dalle azioni Marie Skłodowska-Curie COFUND, in collaborazione con IUSS Pavia.
Il valore del mentoring
Una parte fondamentale della formazione avviene nel lavoro quotidiano in laboratorio. Attraverso il confronto costante con ricercatori senior, supervisor e Principal Investigator, i giovani scienziati imparano non solo tecniche e metodologie, ma anche il modo di ragionare tipico della ricerca scientifica.
«Non c'è nessun training che possa insegnare davvero come condurre gli esperimenti e come sviluppare una mentalità scientifica e sperimentale se non il lavoro al banco, a stretto contatto con un ricercatore più senior o con il proprio supervisor», sottolinea Bouchè. «È lì che si riceve l'imprinting più importante».
Accanto alla formazione scientifica, il Tigem dedica grande attenzione alle cosiddette complementary skills. I percorsi di training comprendono attività di public speaking, presentazione dei risultati, scrittura di articoli scientifici e grant writing, oltre a momenti dedicati all'orientamento professionale, come la preparazione del curriculum e dei colloqui di lavoro.
Nel programma formativo trovano spazio anche temi come la gestione dei dati, la normativa GDPR e gli aspetti etici e regolatori legati alla ricerca biomedica.
Programmi europei e postdoc
Tra le opportunità internazionali rivolte agli studenti di dottorato spicca Rarefind, programma dedicato alla formazione di una nuova generazione di ricercatori nel campo delle terapie avanzate per le malattie genetiche rare.
«Rarefind nasce come un programma di training internazionale sulle terapie avanzate», spiega Bouchè. «Abbiamo ottenuto un finanziamento europeo per 22 borse di dottorato che permetteranno a giovani ricercatori di formarsi all'interno dei nostri istituti e di lavorare su temi strettamente legati alla missione di Fondazione Telethon».
Il programma prevede anche periodi di formazione presso altri istituti o partner industriali, offrendo ai dottorandi l'opportunità di confrontarsi con realtà diverse e ampliare le proprie competenze.
La formazione al Tigem prosegue anche dopo il dottorato. Negli ultimi anni l'istituto ha rafforzato le iniziative dedicate ai postdoc, sostenendo la nascita di una Post-Doc Association che promuove attività di formazione, confronto e sviluppo professionale.
«Abbiamo avviato un percorso rivolto ai ricercatori che si trovano nella fase successiva al dottorato», racconta Bouchè. «Insieme a loro stiamo costruendo attività di training e career development dedicate».
Il Tigem partecipa anche a Beyond, iniziativa europea rivolta ai postdoc che desiderano sviluppare un proprio progetto scientifico e avvicinarsi a una maggiore indipendenza nella ricerca.
Grazie a questi programmi e alla rete internazionale costruita negli anni, il Tigem continua ad attrarre giovani talenti da diversi Paesi, offrendo loro un ambiente in cui crescere scientificamente e contribuire allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per le malattie rare.